Antonio Chiaramonte: "Io, produttore da sempre innamorato del cinema"

17/09/2019 0 comments cinemaset

Produttore capace, impegnato e talentuoso, Antonio Chiaramonte, con la sua CinemaSet, ha deciso di produrre una pellicola, a tematica sociale e con una importante funzione didattica per i più giovani, incentrata sul tema della legalità. IO HO DENUNCIATO è la storia di chi decide di opporsi al racket e di liberarsi dal gioco della malavita organizzata. Il produttore siciliano si racconta con generosità e passione a Zoom Magazine.

Che cosa significa fare produzione cinematografica in Italia oggi?

Significa riuscire a trovare prodotti validi, leve e idee nuove e cercare di riuscire a divulgarle al pubblico. Avere il fiuto e la percezione che il prodotto o le nuove leve possano essere validi in vista del futuro.

Qual è, secondo lei, lo stato di salute del cinema nostrano?

Il cinema italiano attualmente è in caduta, senza effetti e tutto proiettato verso le tematiche che assillano ormai il nostro Paese. L’Italia, forse più degli altri, è un Paese che è stato veramente inghiottito da quella che, ormai, tutti chiamano la “crisi” e questo sembra riflettersi nel cinema. Il nostro cinema non può morire e non deve morire, anche se vive oramai con altre piattaforme.

Quali sono gli “ingredienti” che deve avere una pellicola per convincerla a produrla?

Una sceneggiatura impeccabile ed originale. Ma nel 2019 è difficile trovarla, perché oramai si è fatto di tutto e il contrario di tutto.  Un altro ingrediente è quello di trovare nuovi attori e riuscire a portare un prodotto agli occhi della gente, vista la concorrenza e le difficoltà che ci possono essere nel portare al cinema la gente.

“Io ho denunciato” è il titolo della sua ultima fatica produttiva, che cosa racconta questa pellicola?

Il dopo denuncia: cosa accade ad un cittadino, ad un imprenditore dopo aver denunciato. Parla del dramma sociale ed interiore di un uomo che si trova nell’impossibilità di scegliere tra il proteggere la propria incolumità e quella della sua famiglia e quello di affrontare un gigante come la malavita organizzata. É un prodotto nuovo ed innovativo, una tematica mai toccata fino ad oggi.

 

Che tipo di destinazione avrà questo film e quali obiettivi si è posto nel momento in cui ha deciso di produrlo?

È un film indirizzato a trasmettere un messaggio a scopo didattico e sociale, per toccare le coscienze di chi subisce questi soprusi e non ha il coraggio di fare il primo passo. Questo film è destinato alla visione di giovani studenti e docenti degli istituti italiani. Sarà proiettato in forma gratuita da novembre di quest’anno in tantissime sale italiane grazie alla collaborazione delle istituzioni governative e delle tante Associazioni Antiracket. È un omaggio che desidero consegnare allo Stato italiano, soprattutto all’Autorità giudiziaria, alle Forze dell’ordine e a tutti quei professionisti che, in silenzio, contribuiscono ogni giorno alla difesa del nostro paese dai criminali. Ma è anche un messaggio allo Stato per incoraggiarlo e spronarlo a fare ancora di più, per migliorare ciò che è stato fatto sino ad oggi.

La piaga della criminalità organizzata resta uno dei grossi problemi del nostro Paese. Perché, secondo lei, si tratta di una criticità ancora così diffusa e che cosa si potrebbe fare di più (a livello culturale, oltre che legislativo) per sconfiggerla?

Bisogna agire nelle periferie, nei luoghi dove il “mostro” crea il “vivaio” e alleva giovani che non hanno alternative. Il lavoro, lo sport, la cultura (teatro, cinema, ect.) possono trasmettere ai giovani valori, interessi e prospettive future. E anche quando questa negatività proviene dalle famiglie gli stessi figli possono ribaltare delle situazioni che si sono incarnite negli anni. Lo Stato ha fatto tanto in questi anni, ma può fare e deve fare tanto ancora sui giovani e sul loro futuro, io ci credo.

Quando e come ha capito che il mondo della settima arte sarebbe stato il centro della sua vita umana e professionale?

Provengo da una famiglia di imprenditori, mio padre già negli anni 60 aveva una grande impresa di costruzioni e ristrutturazioni, con oltre cento operai alle sue dipendenze. In seguito, decise di realizzare un’industria di colori e vernici e riuscì ad avere un mercato non solo nazionale ed europeo, ma anche internazionale. Quaranta anni di storia imprenditoriale, insomma. Come ogni padre, ha cercato di inserirmi nel contesto lavorativo di famiglia. Ho lavorato con lui per tantissimi anni e prima della sua malattia, che lo portò alla morte, presi le redini della fabbrica. Però senza di lui era faticoso portare avanti un’azienda di quella dimensione. Decisi, quindi, di abbandonare quell’attività e aprire un locale molto chic, un risto-lounge con un piccolo teatro all’interno per spettacoli teatrali e musicali, frequentato da tanti personaggi dello spettacolo e della tv. Così cominciai la mia carriera, dentro questo mondo che mi ha portato successivamente al cinema.

Una scena tratta dal film “Io ho denunciato”

Già da bambino sognava di fare questo mestiere?

Avevo quattordici anni e, in una delle proprietà di famiglia, una villa sul mare, a insaputa dei miei genitori, organizzavo già spettacoli di musica, moda e disco-lounge, con personaggi illustri dello spettacolo di quel periodo, con passerelle montate nel giardino, con un mega palco e con buttafuori nelle varie entrate di casa. I miei genitori, una sera, essendo ancora un ragazzino, decisero di farmi una sorpresa, venendomi a trovare e quando arrivarono a qualche chilometro prima dell’entrata della villa, videro lunghe file di auto parcheggiate sulla strada. Pensarono subito ad un incidente stradale. Un caos pazzesco. Tutto potevano immaginare, tranne che quel caos proveniva dalla loro casa. Appena arrivati davanti alla villa videro quasi mille persone dentro. Davanti il cancello i buttafuori gli chiesero pure il pass per entrare e  quindi vi lascio immaginare il finale di questa visita a sorpresa ricevuta dai miei genitori…

Nonostante i tanti traguardi raggiunti e le numerose sfide professionali vinte, ce l’ha ancora un sogno nel cassetto da realizzare?

Una nuova iniziativa di produzioni cinematografiche legata alla legalità, che la CinemaSet, in collaborazione con le istituzioni governative nazionali, sta portando avanti. Il nostro obiettivo è costruire e non distruggere, questo è il mio vero sogno nel cassetto. Anche e soprattutto, per dare una possibilità a chi ama questo settore. La  CinemaSet non solo sta producendo questa serie di prodotti filmici sulla legalità, ma si sta occupando pure di editoria. Infatti è uscito da pochi mesi il romanzo “IO HO DENUNCIATO” scritto da Paolo De Chiara, edito da Romanzi Italiani e presente su tutti i portali che si occupano di distribuzione editoriale. Oltre a queste iniziative ce ne sarà un’altra ancora che ci vedrà impegnati ogni anno con varie tappe in Italia: mi riferisco alla rassegna intitolata “Da sempre Più di prima”. La prima tappa nazionale è prevista il 25 gennaio 2020, proprio a Catania, dove sono nato e cresciuto . Questa rassegna, grazie alla collaborazione e all’aiuto  di tante Associazioni Antiracket e di vari enti  territoriali e ministeriali  si occuperà di cinema, letteratura e legalità, con la presenza di tanti  Procuratori Capo della Repubblica, di Magistrati, di Forze dell’Ordine, Prefetti e Questori di varie Province siciliane e tanti funzionari dai vari Ministeri italiani. Ci saranno tantissimi personaggi dello spettacolo, della letteratura e del giornalismo italiano e questa rassegna vivrà  ogni anno in diverse città d’Italia. Un punto d’incontro nel ribadire che insieme, tutti insieme siamo più forti. E ce la possiamo fare. Durante la serata di gala sarà proiettato il film “Io ho denunciato”.

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